Visita Guidata: Forlì

5/02/2023 | Città, Visite guidate

L’antica Forum Livi fondata dai romani sulla via Emilia è una città importante della regione Emilia-Romagna; la città diede rifugio a Dante esule nel 1303 e nel 1310 e venne successivamente governata dalla Signoria degli Ordelaffi.  Antico capoluogo del dipartimento napoleonico del Rubicone oggi Forlì è capoluogo di provincia insieme a Cesena. Città universitaria, la città di è recentemente aperta al turismo e alla cultura grazie ad importanti investimenti. Pur non vantando capolavori assoluti ed eclatanti Forlì è una città che sorprende.

Un grande anello viario la circonda mostrando il volto di una città del ventennio fascista non senza fascino. Nelle vie del centro i larghi viali cittadini lasciano il posto a viottoli e androni poco vistosi che celano piccoli tesori. A Forlì si mescolano liberamente architetture moderne, parte del progetto di propaganda fascista nel territorio del Duce,  a episodi medievali e rinascimentali, insieme ai ricordi di  personaggi  del grande passato risorgimentale che certamente la connota in maniera forte.

Per chi arriva in città da sud, l’ingresso monumentale è rappresentato dal grandioso Piazzale della Vittoria al cui centro campeggia il monumento ai caduti  del 1932 con la grande colonna sovrastata dalle tre vittorie alate. Il basamento è decorato con quattro bassorilievi realizzati da Bernardino Boifava e dedicate a momenti salienti della guerra. Questa grande piazza conduce direttamente al centro storico ma anche alla stazione ferroviaria a cui è agganciata attraverso il viale della Libertà su cui si affacciano importanti ed esemplificativi monumenti del ventennio fascista realizzati negli anni ’30. Tra questi vale la pena di ricordare la ex G.I.L. oggi restaurata, l’Istituto tecnico industriale progettato da Arnaldo Fuzzi e l’ex collegio aeronautico di C.Valle che occupa due isolati. In angolo la grande statua di Icaro di F.S. Palozzi dedicata a Bruno Mussolini, aviatore morto a Pisa nel 1941.

Da corso della Repubblica si raggiunge una delle piazze più grandi d’Italia: è Piazza Saffi intitolata al triumviro forlivese Aurelio Saffi a cui è dedicato il monumento che campeggia sulla piazza.

Alla spalle del monumento si trovano alcuni edifici realizzati da Cesare Bazzani negli anni ’30: il palazzo delle Poste e il palazzo degli Uffici statali. Sul lato opposto si possono osservare l’antico Palazzo del Podestà e Palazzo Albertini in stie veneziano.

Sui due lati lunghi della Piazza si affacciano il Palazzo comunale, nella sua veste ottocentesca che occupa l’intero lato della piazza e su quella opposta l’antica

ABBAZIA DI SAN MERCURIALE

La piccola chiesa con il grande campanile, nonostante le manomissioni del Novecento rappresenta il simbolo dell’architettura religiosa forlivese. Sorge sul cosiddetto antico Campo dell’Abate. Il grandioso campanile altro 72 metri, il più alto della città, venne realizzato nel 1180.

La piccola chiesa, si presenta in stile romanico, austera anche all’interno in cui sono custodite alcune interessanti opere d’arte di Marco Palmezzano (1459-1539), gloria rinascimentale forlivese. Si tratta della cappella dedicata a Santa Caterina d’Alessandria, e la Cappella Ferri. Assolutamente pregevole, il monumento funebre di Barbara Manfredi moglie di Pino III Ordelaffi morta nel 1466; l’opera in marmo si deve a Francesco di Simone Ferrucci da Fiesole.

Da via delle Torri, in ricordo delle antiche torri patrizie appartenenti ad importanti famiglie locali, si raggiunge la seconda piazza forlivese: Piazza Ordelaffi su cui sorge il Duomo dedicato al culto della Santa Croce.

CATTEDRALE

L’attuale edificio si presenta in forme ottocentesche; all’interno il muro dell’abside e la controfacciata sono interamente occupati da affreschi ottocenteschi di Pompeo Randi. Sulla sinistra si trova la preziosa cappella della Madonna del Fuoco, patrona di Forlì in cui si venera una preziosa xilografia legata alla leggenda dell’incendio da cui la fragile opera si sarebbe salvata il 4 febbraio 1428. La cappella è arricchita da marmi e dalla straordinaria cupola affrescata dal bolognese Carlo Cignani.

Riprendendo corso Garibaldi che prosegue verso nord si raggiunge un luogo di culto poco noto:

la Chiesa della Santissima Trinità; l’antico scranno di pietra custodito al suo interno sarebbe quello del primo vescovo della città, San Mercuriale, ma il vero capolavoro è il monumento funebre di Domenico Manzoni realizzato dal grande genio di Antonio Canova nel 1817 , che pure a Forlì ha lasciato un’altra opera importante: l’Ebe, per la contessa Veronica Naldi, Zauli Guarini, oggi presso i Musei civivi di San Domenico.

Ritornando indietro lungo corso Garibaldi , si passeggia davanti a grandi palazzi, testimonianza di un passato caratterizzato da importanti famiglie patrizie; tra essi il Palazzo Albicini, una delle antiche residenze della famiglia che governò la città: gli Ordelaffi. A seguire sono le cosiddette case Palmegiani, Palazzo Gaddi  e Palazzo Guarini Torelli con il delizioso balcone angolare.

Giunti in prossimità della storica sede del Monte di Pietà, si consiglia una breve deviazione per raggiungere i

MUSEI DI SAN DOMENICO

Antica sede, insieme all’attigua chiesa di San Giacomo, dei padri predicatori domenicani sin dal XIII secolo, questo enorme complesso è stato oggetto di un importante lavoro di restauro che ha inteso trasformare il sito in una sede museale. Dal 2005 i Musei di San Domenico rappresentano un appuntamento importante per le importanti mostre d’arte e di fotografia che vi si svolgono.

Accanto ai musei è il piccolo oratorio di San Sebastiano, di matrice rinascimentale, oggi sede di piccole mostre temporanee. Al suo interni si può apprezzare la purezza delle linee  che evocano Ole aperture a stile di marca fiorentina.

PALAZZO ROMAGNOLI

Non lontano dai Musei di San Domenico è visitabile una straordinaria collezione d’arte dedicata al Novecento.

Al suo interno è l’importante collezione di marmi di Adolfo Wildt (1868-1931), scultore milanese che con straordinaria maestria ha saputo interpretare la cultura europea di inizio Novecento con grandissima originalità. Le opere provengono dalla collezione privata Paulucci De Calboli di Forlì.

Ad un altro forlivese di nascita, imprenditore del settore edile a Roma, e grande mecenate si deve una collezione incredibile di opere d’arte: si tratta della Collezione Verzocchi. Afro, F.Casorati, E.Vedova, M.Campigli, G.Turcato. A.Soffici, F. De Pisis sono solo alcuni dei grandi artisti che accettarono l’incarico per questo straordinario progetto corale dedicato al tema del lavoro.

Per riprendere fiato e riposarsi un po’, il grande Parco urbano Franco Agosto è un vero polmone verde in città; durante il giorno è facile vedere i tanti coniglietti aggirarsi tra i passanti; sono ormai la vera attrazione del parco.

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