Visita Guidata: Verucchio

17/01/2023 | Borghi, Visite guidate

Un pinnacolo roccioso lungo la valle del Marecchia in cui lo sguardo spazia dal complesso del Monte Fumaiolo, fino al mare e alle colline che la circondano e fino al Monte Titano.

L’eccezionale posizione, di controllo della media valle del Marecchia, è certamente alla base dello stanziamento qui, intorno alla prima età del ferro, di una civiltà oggi denominata “Villanoviana”.

MUSEO ARCHEOLOGICO

Le campagne archeologiche del XIX secolo, riprese negli anni ’70 e poi nel 2005 hanno riportato alla luce circa 600 tombe caratterizzate da ricchi corredi funerari. I reperti si possono ammirare presso il locale museo archeologico dell’ex convento di S.Agostino (XIV secolo), nel borgo omonimo. Il museo, recentemente riallestito con nuovi reperti, è un incredibile viaggio nel mondo di una civiltà per molti aspetti ancora sconosciuta. Il mondo dei Villanoviani è ricostruibile solo attraverso le sepolture e i corredi funebri rinvenuti in perfette condizioni. Si tratta soprattutto di armi di ferro e rame, per le sepolture maschili, rocchetti, fusaiole per quelle femminili, oggetti in vimini e legno e terracotta, nonché eccezionali tessuti di lana. Numerosissimi sono i monili e tra essi, un vero e proprio giacimento di ambre lavorate e provenienti dal Baltico.

E’, infatti, ipotizzabile che i Villanoviani avessero scelto proprio Verucchio per controllare i traffici di ambra provenienti dal Nord Europa. Proprio questo straordinario commercio diede vita a questa importante comunità di guerrieri, raffinati e potenti organizzati forse in clan familiari. Gli artigiani al loro servizio conoscevano tecniche di lavorazione dell’ambra e dell’oro che sono raramente state eguagliate in seguito.

Una volta lasciato il museo, si risale costeggiando lo stradello che corre lungo le mura difensive del borgo che risalgono all’età malatestiana.

VERUCCHIO MALATESTIANA

Verucchio è considerata la culla della signoria dei Malatesta che ha governato parte della Romagna e parte delle Marche dal XIII fino a metà del XV secolo. Qui ebbe i natali Malatesta da Verucchio, detto il Centenario, capostipite della famiglia, abile condottiero, citato da Dante Alighieri, insieme al figlio Malatestino; il sommo poeta li paragona a feroci mastini:

E ’l mastin vecchio e ’l nuovo da Verrucchio
che fecer di Montagna il mal governo
là dove soglion fan d’i denti succhio
(Inferno, Canto XXVII, 46-48)

 La Rocca Malatestiana, detta Rocca del Sasso è un interessante edificio realizzato in pietra; strapiombante su un lato, caratterizzato da un sola delle due torri poligonali sul lato opposto e dominata dal mastio in pietra, fu adattata nel Cinquecento a dimora signorile di Ippolita Comneno che ne fece la sua residenza dopo le nozze con Ippolito da Carpi.

Nella Rocca sono conservati tre antichissimi stemmi araldici malatestiani di pietra.

IL FANTASMA DI VERUCCHIO

Come tutte le rocche anche qui a Verucchio alberga un fantasma: quello di Malatesta il Centenario; nelle notti d’inverno è possibile udire l’arrivo del fantasma preceduto dal rumore di un carro, trainato da buoi che trasporta strumenti di tortura. Si dice che il malcapitato che lo avvista sia destinato ad una morte violenta…

La visita a Verucchio può essere completata da una bella passeggiata che conduce all’altra sommità del borgo: quella del Passarello antica sede di un altro castello in luogo del quale fu costruito un convento nel corso del XVII secolo.

Il nome dell’antica Rocca deriva da quello della famiglia che vi risiedeva nel Medioevo.

Anche questa parte di Verucchio è interamente circondata e protetta da mura malatestiane edificate da Sigismondo Pandolfo Malatesta nel corso del XV secolo. Da qui si può ammirare la Rocca del Sasso in tutta la sua possenza.

Consigliata anche una visita alla Collegiata di San Martino che custodisce interessante opere d’arte tra cui un crocifisso ligneo attribuito al c.d. Maestro di Verucchio e risalente al XIV secolo e un altro crocifisso dell’inizio del XV secolo di scuola veneziana.

CONVENTO FRANCESCANO

Fuori dal centro storico, verso la frazione di Villa Verucchio, si trova il convento francescano, dove sostò San Francesco prima di recarsi a San Leo. E’ il più antico fondato in Emilia Romagna dal Santo di Assisi. Nel silente chiostro a testimonianza di questo importante passaggio è il grandioso cipresso di oltre 700 anni di età nato dalla radici del bastone piantato da San Francesco.

Attigua al chiostro è la piccola cella dove il Santo avrebbe trovato un po’ di ristoro dalla fatiche del viaggio.

La chiesa, oggi di aspetto neoclassico, ha un bel portale trecentesco; al suo interno si può ammirare l’affresco della Crocifissione di scuola giottesca riminese del XIV secolo e un Crocifisso ligneo del XIII secolo della scuola di Giunta Pisano.

 

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